turpiloqui d'ecolalia di un ibseniano apprendista hippy, nichilista, onironauta avente memoria eidetica. prigioniero dell'incomprensibile realtà e dell'architettura neurale. ora sulla luna, salpato nei '60 con il saturnoV, si dirigerà verso eta carine. con dromomania e serendipità solcherà l'universo infinito alla ricerca de: singolarità, indizi su energia oscura e l'antimateria, soluzioni sulla teoria delle stringhe e qualcuno che gargantuescamente riesca a stupirmi!
bevuta e ritirata la bottiglia delle bottiglie. ora è destinata alla storia, all'immanente. come è difficile dire se il mondo in cui viviamo è sogno o realtà non ci è dato sapere se si potrà ancora bere sassicaia in futuro. grazie per aver pensato con i miei sensi e sentito con la mia mente. come diceva de gregori: "dietro a un miraggio c’è sempre un miraggio da considerare, come del resto alla fine di un viaggio c’è sempre un viaggio da ricominciare. accompagnarti per certi angoli del presente, che fortunatamente diventeranno curve nella memoria. quando domani ci accorgeremo che non ritorna mai più niente, ma finalmente accetteremo il fatto come una vittoria. perciò partiamo, partiamo che il tempo è tutto da bere, e non guardiamo in faccia nessuno che nessuno ci guarderà. beviamo tutto, sentiamo il gusto del fondo del bicchiere e partiamo, partiamo, non vedi che siamo partiti già?"
io mi chiedo dove sta la risposta nella contraddizione di into the wild sul modo di guardare le cose che ci capitano nella vita: se sono solo le esperienze che ci danno la felicità, perché alla fine, vicino alla morte, john mccandless capisce invece che la felicità non è reale se non è condivisa (con qualcuno)? bel dilemma.. ed un grande dubbio. il miglior dubbio per chiudere questo blog aspettando che ritorni la felicità.
"Dormire è tutto quello che voglio fare", risponde un giovane Ali al ragazzino che gli porge la domanda. Salvo argomentare in maniera più approfondita la risposta in un secondo momento. "No, non so davvero cosa farò quando mi ritirerò dalla boxe, ma voglio dirvi qualcosa che potrebbe far pensare tutti voi".
"La vita non è davvero lunga, supponiamo che l'età media di una persona sia 30 anni. Se tu hai 30 anni quelli che hai speso in piena attività, sono circa 7 anni. Se si sommano le sette, otto, nove ore che si dormono a notte per 30 anni, si scopre che si è stati incoscienti per circa 8 anni, perché hai dormito per 8 anni". "Quanto avete viaggiato in 30 anni?", continua Ali "Dalla stazione televisiva a casa, a un altro paese, un'altra città, per andare a scuola, in Chiesa. Probabilmente avete speso due anni della vostra vita solo andando avanti e indietro. Quindi avete speso 8 anni in sonno e 2 anni in viaggi". "Per quanto tempo si va a scuola in America? Restiamo a scuola dalla prima elementare alla 12° grado, sei ore al giorno. Sei ore al giorno per 12 anni, fa tre anni spesi in un'aula scolastica. Perciò", fa i conti Ali, "vuol dire 2 anni di viaggi, 8 anni di sonno, 3 anni di scuola". Ancora: "A quanti film abbiamo assistito, a quanti incontri di wrestling, a quanti spettacoli di intrattenimento, a quante proiezioni cinematografiche, teatri dal vivo, partite di baseball, probabilmente 2 anni spesi in divertimento". "Se contiamo il tempo che spendiamo per avere dei bambini, per far sì che si rendano indipendenti, che terminiamo di pagare il mutuo della casa, arriviamo ad avere 60 anni! Perciò la vita è davvero breve. Se sommate le ore spese in viaggi, a dormire, ad andare scuola, a pensare al divertimento, probabilmente avete speso metà della vostra vita non fare nulla". "Perciò, io ho 35 anni. Fra 30 anni ne avrò 65. A 65 anni non hai molta forza, non si può fare molto, vostra moglie ve lo può confermare. Quindi quello che sto dicendo è che a 65 non avrò più molto da fare. Mi mancano 30 anni, In questi 30 anni, dovrò dormire 9 anni, spendere 4 anni in viaggi, circa 3 anni fra televisioni, film e intrattenimento. Mi restano solo 16 anni per essere produttivo. Tutti possono fare il calcolo per la propria vita. Cosa posso fare in questi 16 anni? Quale è la cosa migliore? Prepararsi a incontrare Dio". E aggiunge: "Dio vuole sapere come ci trattiamo l'un l'altro, come possiamo aiutarci l'un l'altro, così ho intenzione di dedicare la mia vita a usare il mio nome e la popolarità per aiutare gli enti di beneficenza, per aiutare le persone, per unire le persone".
penso sia utile, comprendere che è importante mai sminuire il trittico “idee->valori->applicazione” altrui. allorché questo trittico seppur diametralmente opposto al tuo/nostro, quando non ancora applicato, lascia il benefico del dubbio sull’efficacia..
un vecchio documentario degli anni ’80 di adam curtis, il più grande documentarista della BBC.
risulta interessante in quanto le dinamiche di un tempo posso essere trasportate ai giorni nostri cone le dovute differenze.
il sindaco di Montemilone dino labriola gestisce la piccola città di Montemilone nel profondo sud.
è stato eletto il primo sindaco comunista. ora affronta i problemi di una città che muore in piedi.
non ci sono posti di lavoro, i giovani emigrano. mentre dino è determinato a lottare per la sua città, la moglie angela sente a volte che la lotta non vale la pena.
una diga massiccia è in costruzione alle porte di Montemilone. si tratta di una nuova minaccia per la città e per la posizione di dino come sindaco.
un grande spunto per capire il passato ma anche il presente.
“per ogni uomo che abbia mai vissuto, una stella splende nel nostro universo. ognuna di quelle stelle è un sole, spesso più brillante e glorioso del nostro. molti di questi soli alieni hanno pianeti che orbitano attorno a loro. così quasi certamente ci sono abbastanza terre nel cielo affinché ogni membro della specie umana, giù giù fino al primo uomo-scimmia, abbia un suo paradiso (o inferno) privato di misura planetaria”
interessante il fatto che joseph stiglitz oggi (nobel per l’economia premio Nobel nel 2001) spieghi in questo articolo la seguente visione del futuro dell’economia:
"Riscrivere le regole che governano da 35 anni l’economia di mercato, il che avrà il non secondario effetto di ridurre le disuguaglianze. Sono fallite le idee che negli anni ‘80 erano di moda, che i mercati funzionassero sempre e si aggiustassero da sé. Tutto è cominciato con Reagan ma si è consolidato con la presidenza democratica. Io c’ero quando venivano presi provvedimenti sbagliati, e posso consentire che alcuni erano creati in buona fede. Ma sono stati fatti errori gravissimi: ora è inutile stare a rivangare sul passato, siamo qui e adoperiamoci per cambiare”
altrettanto interessante la visione di silvio berlusca di domenica sera a che tempo che fa:
"La sempre valida equazione liberale del benessere: regola che ovunque applicata ha avuto sempre risultati positivi, dai tempi di Reagan. È necessario abolire la tassa sulla prima casa, ai pensionati bisogna garantire la pensione a 1.000 euro, abolire l'imposta di successione e applicare la flat tax. Si può fare se si taglia la spesa pubblica. Quello che non fa la sinistra”
Presidente Pitzer, signor Vice Presidente, Governatore, Deputato Thomas, Senatore Wiley e Deputato Miller, Sig. Webb, Sig. Bell, scienziati, distinti ospiti, signore e signori:
Ringrazio il vostro presidente per la nomina a professore onorario ospite e vi assicuro che la mia prima lezione sarà molto breve.
Sono felice di essere qui, in particolare in questa occasione.
Il nostro incontro avviene in un'università famosa per il suo sapere, in una città nota per il progresso, in uno stato rinomato per la sua forza. Abbiamo bisogno di tutte queste virtù, poiché ci troviamo in un momento di cambiamento e di sfide, in un decennio contraddistinto dalla speranza e dal timore, in un'epoca che unisce la conoscenza all'ignoranza. Più cresce il nostro sapere, più evidente ci appare la nostra ignoranza.
Nonostante il fatto sorprendente che la maggior parte degli scienziati vissuti in questo mondo viva e lavori proprio ai nostri giorni, nonostante il fatto che il numero di persone di questa nazione che operano nel settore scientifico raddoppi ogni 12 anni, con una crescita più che tripla rispetto a quello della popolazione nel suo complesso, nonostante tutto ciò, la vasta distesa dell'ignoto, delle domande senza risposta e dell'incompiuto superano ancora di gran lunga la nostra comprensione collettiva.
Nessun uomo riesce a comprendere realmente quanto lontano siamo giunti e quanto velocemente. Per far questo, immaginiamo di condensare i 50.000 anni della storia umana conosciuta in un periodo breve quanto mezzo secolo. Se consideriamo la cosa in questi termini, possiamo dire di conoscere molto poco dei primi 40 anni, se non che verso la fine gli uomini più avanzati avevano appreso a utilizzare le pelli degli animali per coprirsi. Dieci anni fa, se continuiamo a seguire la nostra ipotesi, l'uomo è uscito dalle caverne per costruirsi i primi ripari. Solo cinque anni fa ha imparato a scrivere e a utilizzare i carri su ruote. La cristianità ha avuto inizio meno di due anni fa. La stampa è nata quest'anno e, meno di due mesi fa, se confrontiamo tutta la storia umana con un periodo di soli 50 anni, il motore a vapore ha messo a nostra disposizione una nuova fonte di energia.
Newton ha esplorato le leggi della gravità. Il mese scorso sono stati inventati la luce elettrica, i telefoni, le automobili e gli aerei. Solo la settimana scorsa siamo riusciti a scoprire la penicillina e a inventare la televisione e l'energia nucleare e ora, se i nuovi veicoli spaziali americani riusciranno a raggiungere Venere, prima della mezzanotte saremo letteralmente riusciti a raggiungere le stelle.
Tutto ciò avviene con un ritmo sbalorditivo e, inevitabilmente, man mano che l'uomo riesce a superare i mali del passato, questa forte accelerazione ne vede sorgere di nuovi: nuova ignoranza, nuovi problemi e nuovi pericoli. I vasti orizzonti dello spazio lasciano sicuramente intravvedere costi elevati e grandi difficoltà, ma anche enormi ricompense.
Non è sorprendente, perciò, che alcuni di noi preferiscano restare al punto in cui siamo ancora per un po', per riposarsi e attendere. Questa città di Houston, questo stato del Texas, questo Paese degli Stati Uniti, tuttavia, non sono sorti grazie a coloro che si sono fermati per attendere e riposare, desiderosi di guardarsi alle spalle. Questo Paese è stato conquistato da coloro che sono andati avanti e così sarà anche per lo spazio.
William Bradford, parlando nel 1630 della fondazione della colonia di Plymouth Bay, affermò che tutte le azioni grandi e degne di onore sono accompagnate da grandi difficoltà e che entrambe devono essere affrontate e superate con coraggio e senso di responsabilità.
Se questa breve storia del nostro progresso ci insegna qualcosa, è che l'uomo, nella sua ricerca della conoscenza e del progresso, dà prova di grande determinazione e che non è possibile dissuaderlo dalla sua impresa. L'esplorazione dello spazio proseguirà, che noi vi partecipiamo oppure no, e rappresenta una delle più grandi avventure di tutti i tempi. Nessuna nazione che aspiri a un ruolo guida rispetto alle altre può pensare di restare in disparte nella corsa allo spazio.
Coloro che ci hanno preceduti hanno fatto sì che il nostro Paese partecipasse fin dagli inizi alle rivoluzioni industriali, alle invenzioni dell'epoca moderna e alla potenza nucleare e questa generazione non intende restare nelle retrovie durante la prossima età dello spazio. Vogliamo farne parte e abbiamo intenzione di svolgervi un ruolo guida. Gli occhi del mondo, infatti, guardano ormai verso lo spazio, verso la luna e i pianeti che vi sono oltre ad essa, e noi ci siamo impegnati a far sì che tutto ciò non sia governato da una bandiera ostile di conquista, ma da un vessillo di libertà e di pace. Abbiamo giurato che non vedremo lo spazio occupato da armi di distruzione di massa, ma da strumenti di sapere e di conoscenza.
Tuttavia, l'impegno di questa nazione potrà essere adempiuto solo se essa sarà al primo posto ed è per questo che intendiamo impegnarci. In breve, la nostra leadership nella scienza e nell'industria, le nostre speranze di pace e di sicurezza, i nostri obblighi verso noi stessi e gli altri, tutto ci chiede di onorare questo impegno, di risolvere questi misteri, per il bene di tutti gli uomini, e di diventare la nazione leader nella corsa verso lo spazio.
Abbiamo iniziato questo viaggio verso nuovi orizzonti perché vi sono nuove conoscenze da conquistare e nuovi diritti da ottenere, perché vengano ottenuti e possano servire per il progresso di tutti. La scienza dello spazio, infatti, come la scienza nucleare e qualsiasi altra tecnologia, non porta in sé alcuna coscienza. Il fatto che la sua forza venga messa al servizio del bene o del male dipende dall'uomo, e solo se gli Stati Uniti occuperanno una posizione di preminenza potremo svolgere un ruolo determinante nel decidere se questo nuovo oceano che ci attende diventerà un luogo di pace o un nuovo terribile teatro di guerra. Non intendo dire che dobbiamo affrontare questa impresa senza proteggerci da un uso ostile dello spazio, esattamente come non affrontiamo senza difese l'uso ostile che è possibile fare della terra o del mare. Voglio dire che lo spazio può essere esplorato e dominato senza alimentare i fuochi di guerra, senza ripetere gli errori che l'uomo ha commesso nell'estendere il suo controllo sul pianeta sul quale ci troviamo.
Ad oggi, lo spazio non ha ancora visto alcuna contesa, alcun pregiudizio, alcun conflitto nazionale. I suoi pericoli sono avversi a noi tutti. La sua conquista merita il meglio di tutta l'umanità e questa occasione di cooperazione pacifica potrebbe non ripresentarsi mai più. Qualcuno si chiede: perché la luna? Perché sceglierla come nostro traguardo? Ci si potrebbe chiedere anche: perché scalare la montagna più alta? Perché, 35 anni fa, è stato sorvolato l'Atlantico? Perché la Rice si batte contro il Texas?
Abbiamo deciso di andare sulla luna. Abbiamo deciso di andare sulla luna in questo decennio e di impegnarci anche in altre imprese, non perché sono semplici, ma perché sono ardite, perché questo obiettivo ci permetterà di organizzare e di mettere alla prova il meglio delle nostre energie e delle nostre capacità, perché accettiamo di buon grado questa sfida, non abbiamo intenzione di rimandarla e siamo determinati a vincerla, insieme a tutte le altre.
Per questo motivo, ritengo che la decisione dello scorso anno di intensificare il nostro impegno nello spazio sia tra quelle più importanti prese durante il mio mandato presidenziale.
Nelle ultime 24 ore abbiamo visitato i cantieri in cui sono in costruzione le strutture necessarie per l'esplorazione più imponente e complessa della storia dell'umanità. Abbiamo sentito tremare la terra e l'aria circostante durante il test del razzo vettore Saturn C-1, molto più potente della navetta Atlas che ha portato in orbita John Glenn e che è in grado di produrre un'energia equivalente a 10.000 automobili funzionanti a piena potenza. Abbiamo visitato il luogo dove i cinque motori del razzo F-1, ognuno potente quanto tutti gli otto motori del razzo Saturn messi insieme, verranno riuniti per costruire il nuovo missile Saturn avanzato, che sarà assemblato in un nuovo edificio da edificare a Cape Canaveral. Questa nuova struttura sarà alta quanto 48 piani, con una superficie analoga a quella di un isolato e lunga il doppio del campo sportivo in cui ci troviamo.
Nel corso degli ultimi 19 mesi, almeno 45 satelliti hanno orbitato intorno alla terra e circa 40 di essi riportano la dicitura "Prodotto negli Stati Uniti d'America". Si tratta di apparecchiature molto più complesse e che hanno fornito all'umanità molte più conoscenze rispetto a quelle dell'Unione Sovietica.
L'astronave Mariner che si sta ora dirigendo verso Venere trasporta le strumentazioni più sofisticate della storia della scienza spaziale. La precisione di questo lancio è confrontabile all'invio di un missile da Cape Canaveral che riesca ad atterrare in questo stadio esattamente tra le due linee delle 40 iarde.
I satelliti Transit aiutano le nostre navi che si trovano in viaggio a seguire rotte più sicure. I satelliti Tiros ci hanno fornito avvertimenti finora impensabili di uragani e tempeste e ci daranno in futuro le stesse informazioni anche per gli incendi delle foreste e per gli iceberg.
Abbiamo avuto delle sconfitte, come è accaduto anche agli altri, anche se non lo ammettono, perché possono dare minore pubblicità alle loro imprese.
Per quanto riguarda il volo umano, dobbiamo riconoscere che siamo più indietro e che lo saremo ancora per qualche tempo. Ma non abbiamo intenzione di rimanervi ed entro questo decennio riusciremo a colmare il divario e a raggiungere una posizione di preminenza.
La crescita della nostra scienza e le ricadute sull'istruzione saranno ulteriormente arricchite dalla nuova conoscenza dell'universo e dell'ambiente, grazie alle nuove tecniche di apprendimento, mappatura e osservazione, attraverso nuovi strumenti e computer destinati all'industria, alla medicina, all'uso domestico e alle scuole. Le istituzioni tecniche, come la Rice, raccoglieranno i frutti di questo progresso.
L'impegno nello spazio in sé, infine, benché si trovi ancora agli albori, ha già dato vita a molte nuove aziende e a decine di migliaia di nuovi posti di lavoro. L'industria spaziale e gli altri settori ad essa correlati generano nuova domanda in termini di investimenti e di personale qualificato e questa città, questo stato, questa regione, parteciperanno in larga misura a questa crescita. Ciò che un tempo era l'ultimo avamposto della vecchia frontiera verso il West, diventerà il punto più avanzato della nuova frontiera della scienza e dello spazio. Houston, la vostra città di Houston, con il Manned Spacecraft Center, diventerà il cuore di una grande comunità scientifica e tecnica. Nei prossimi cinque anni, l'Amministrazione Nazionale per l'Aeronautica e lo Spazio prevede di raddoppiare il numero di scienziati e tecnici presenti in quest'area, portando l'esborso derivante da stipendi e spese associate a 60 milioni di dollari l'anno, con investimenti per circa 200 milioni per le strutture degli impianti e dei laboratori. Il nuovo centro che verrà creato in questa città, inoltre, gestirà direttamente o tramite appalti investimenti per oltre un miliardo di dollari connessi al nuovo impegno nel settore spaziale.
Certamente questa impresa costerà a tutti noi molto denaro. Il budget di quest'anno destinato alle imprese spaziali è triplicato rispetto a quello del gennaio 1961 e supera tutti i finanziamenti destinati a questo settore negli otto anni precedenti. Il budget è pari attualmente a 5.400 milioni l'anno, una somma enorme, benché minore di quanto spendiamo ogni anno in sigari e sigarette. Le spese per lo spazio, del resto, sono destinate a crescere ancora, passando dai 40 centesimi per persona alla settimana a oltre 50 centesimi alla settimana per ogni uomo, donna e bambino degli Stati Uniti. Abbiamo infatti deciso di considerare questo programma come una grande priorità nazionale, anche se capisco che in qualche misura esso rappresenta un atto di fede e risponde a una visione del futuro, poiché non sappiamo esattamente quali saranno i vantaggi che ne otterremo. Se vi dicessi, però, cari concittadini, che invieremo sulla luna, a 384.000 chilometri dalla stazione di controllo di Houston, un razzo gigante alto più di 91 metri, la lunghezza di questo campo da football, costruito in nuove leghe di metallo, alcune delle quali non sono ancora state inventate, capaci di resistere a livelli di calore e di sollecitazioni molto maggiori di quanto sia mai stato sperimentato, assemblato con una precisione maggiore dell'orologio più accurato, con al suo interno tutte le apparecchiature necessarie per la propulsione, la guida, il controllo, le comunicazioni, l'alimentazione e la sopravvivenza, in una missione senza precedenti, verso un corpo celeste sconosciuto, per poi tornare felicemente sulla terra, rientrando nell'atmosfera a velocità maggiori di 40.000 chilometri l'ora, provocando un calore pari circa a metà della temperatura del sole, quasi come quello che c'è oggi, e che riusciremo a fare tutto questo, a farlo bene e a portarlo a termine prima della fine di questo decennio….significa che dobbiamo essere capaci di osare.
Sarò io a occuparmi di tutto il lavoro, perciò non preoccupatevi. [risate]
Comunque, sono certo che ci riusciremo e che dovremo sopportarne i costi. Non bisogna sprecare denaro, ma penso che questa sia una strada che dobbiamo percorrere. Tutto questo verrà realizzato negli anni Sessanta, mentre alcuni di voi staranno ancora frequentando questo college e questa università. Sarà portato a termine durante il mandato di alcune delle persone che siedono oggi su questo palco. Ma sarà fatto e avverrà prima della fine di questo decennio.
Sono felice che anche questa università stia dando il suo contributo all'impresa dell'invio di un uomo sulla luna e che partecipi a questa grande missione intrapresa dagli Stati Uniti d'America.
Molti anni fa, alla domanda sui motivi per cui desiderava scalare il monte Everest, cima sulla quale avrebbe in seguito perso la vita, il grande esploratore inglese George Mallory rispose "Perché è lì".
Be', lo spazio è lì e noi partiremo alla sua conquista e anche alla conquista della luna e dei pianeti, verso nuove speranze di conoscenza e di pace. Chiediamo quindi la benedizione di Dio per l'avventura più pericolosa e rischiosa, ma anche per la più grande impresa che l'uomo abbia mai affrontato.
«Checché ne dicano preti, filosofi e psicanalisti, la vita è un assurdo che scorre veloce mentre noi stiamo qui a parlare a vanvera. Segue il suo corso al termine del quale ci troveremo, tutti, in una posizione molto scomoda. Certo, la gente ha bisogno di credere in qualcosa. Primo Levi si salvò così dai campi di sterminio. Ma niente può dare le risposte alle domande che ci poniamo, nemmeno fare film».
c'avevo provato. non ci sono riuscito. ci riprovo! questo aggiornamento mi porta direttamente back to the future o meglio.. spero possa essere un passo nel futuro. un aggiornamento significativo. un qualcosa che potrebbe elevarmi e permettermi d'impattare di meno (già inquino abbastanza ogni qualvolta salgo sul caronte 767), almeno per quanto riguarda una mia responsabilità personale e diretta. meglio ancora continuare a rispettare il mare e l'ambiente che ci circonda in maniera più profonda. nessuna questione legata alla sofferenza inflitta agli essere viventi; anche le piante è dimostrato scientificamente soffrono. nessuna questione salutista: non c'entra perché tanto sappiamo che l'esistere di più o di meno è solo questione di casualità/fato/sfortuna/fortuna (a seconda di come preferisce vederlo il lettore). poi tanto quel giorno prima o poi arriva per tutti. chiamano il tuo numero e ti prelevano trasformando la tua composizione subatomica. quindi nemmeno quello c'entra, però qualche numero è giusto conoscerlo:
DATI ITA: http://www.ersaf.lombardia.it/upload/ersaf/gestionedocumentale/OSSERVATORIO%20CARNI%202011_784_7832.pdf
DATI FAO: http://www.fao.org/docrep/018/i3107e/i3107e.PDF
JEREMY RIFKIN: http://www.ibs.it/code/9788804505716/rifkin-jeremy/ecocidio-ascesa-caduta.html
e qualche immagine è giusto vederla:
MEAT THE TRUTH https://www.youtube.com/watch?v=dURtZEe5AII
SALVIAMO IL MARE: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d40b67a1-d0c8-4d61-9dc4-c8b582ccdc3d.html le persone nel futuro guarderanno indietro alla civiltà odierna e rimarranno sbalorditi vedendo quanto primitiva ed immatura era la nostra società.
1. Un caricabatterie solo per qualsiasi dispositivo digitale. Già solo questo punto basterebbe a farmi eleggere, ma voglio comunque fare un altro po' di promesse.
2. Firmerò una legge per abbassare l'età del voto a 16 anni. Un adolescente che a 18 anni può morire per il proprio Paese deve poter dire la sua su chi lo manderà in guerra.
3. Se ci sarà una chiamata alle armi, dichiarerò, come comandante in capo, che i primi a essere reclutati e spediti al fronte dovranno essere i pargoli maggiorenni di tutti i membri del Congresso, del presidente e dei ministri (e poi, in ordine, i figli degli ad delle aziende del Fortune 5-00 , degli appaltatori militari e dei dirigenti dei media). Questa misura dovrebbe ridurre il numero delle guerre.
4. Condonerò a tutti gli studenti universitari i debiti che hanno contratto per studiare. Torneremo a un sistema di borse di studio con lavoro part-time, sovvenzioni e prestiti minimi a interessi zero. Il college dovrebbe essere gratuito.
5. Ridurrei del 75 per cento i fondi per la difesa. Con i soldi risparmiati pagherei il college gratuito e buona parte delle proposte che seguono. Avremmo comunque uno dei più grandi eserciti del mondo e la capacità militare per distruggere il mondo ripetute volte, solo un po' meno di prima.
6. Tutti gli americani avranno gli stessi piani sanitari gratuiti a cui hanno accesso i membri del Congresso.
7. Il suddetto piano sanitario includerà cure mentali e odontoiatriche gratuite: se gli americani avessero la possibilità di farsi mettere a posto denti e testa quando necessario, il costo e la necessità di andare da un medico si ridurrebbe.
8. I ricchi pagherebbero la stessa percentuale di contributi previdenziali, su tutto il loro reddito, che paga ogni americano di classe media. Ora come ora, chi guadagna più di 118.500 dollari paga zero contributi sulla parte eccedente quella cifra. Per converso, ogni lavoratore che guadagna meno di 118.500 dollari paga i contributi sul suo intero reddito. Se i ricchi fossero obbligati a pagare i contributi su tutto quello che guadagnano, nelle casse della previdenza pubblica ci sarebbe denaro a sufficienza per andare avanti quasi fino al prossimo secolo.
9. Torneremo alle aliquote sul reddito che esistevano quando era presidente quel grande repubblicano che era Gerald Ford. Non c'è bisogno di tornare ai tempi di Eisenhower, quando i ricchi pagavano un'aliquota superiore al 90 per cento. Mi accontento di tornare all'ultimo repubblicano prima di Reagan, quando le élite pagavano intorno al 70 per cento.
10. Treni ad alta velocità. Non aggiungo altro.
11. Messa al bando dello sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio. Questo veleno a buon mercato è di difficile reperibilità nel resto del mondo civilizzato per una serie di ragioni che potrebbero avere a che fare col fatto che quasi tutti i Paesi in questione hanno un'incidenza di diabete più bassa degli Stati Uniti.
12. Chiunque usi il proprio cellulare dentro a un cinema sarà soggetto a "reidratazione retta- le" (ringrazio la Cia per questo spunto!).
13. Bando pressoché totale per pistole e armi semiautomatiche, campagne elettorali di otto settimane, ritorno alle schede elettorali cartacee, divieto di spot di farmaci in tv, regole stringenti per il settore bancario e finanziario, rifiuto di sopprimere le libertà civili dopo attentati terroristici, rapporti commerciali con Cuba e una versione del football americano con i tentativi di meta ridotti a tre.
14. Tutte le scuole torneranno a insegnare educazione civica: se i giovani possono votare a 16 anni devono sapere cosa possono fare per votare e rivoltare il Paese.
15. Tutti gli studenti dovranno imparare a scrivere in corsivo. Non ci togliete l'unica cosa che tutti siamo in grado di fare ed è unica per ciascuno di noi. Il corsivo è l'impronta digitale della nostra creatività. Scrivere a mano consente alla nostra anima di venir fuori. Il mondo è già abbastanza freddo e aspro: perché toglierci questo piccolo, personale pezzo di umanità?
16. Non sosterremo teocrazie. E cominceremo da noi stessi: sono 35 anni che sono costretto a rispettare leggi istigate dalla destra cristiana e mi sono stufato. Per fare la mia parte, unirò in matrimonio gay chiunque voglia.
17. Tutti gli americani avranno quattro settimane obbligatorie di ferie retribuite. Ai datori di lavoro spedirò gli studi che dimostrano che così aumenta la produttività.
18. Le prigioni non saranno possedute o gestite da aziende private, ma dalla collettività. Non saranno più luoghi di punizione, ma centri di formazione. Non esisteranno per incarcerare le razze o le etnie che non hanno potere. Gli individui non violenti non verranno messi dietro le sbarre. Chi ha rubato, dovrà restituire il maltolto. Criminali delle grandi imprese, sto parlando di voi.
19. Ci sforzeremo di essere gentili: fra di noi, con il mondo e con noi stessi. Come presidente, mi proporrò l'estirpazione dell'ignoranza come più alto scopo. L'ignoranza porta alla paura, la paura porta all'odio e l'odio porta alla violenza. Per troppo tempo questa equazione ha dominato l'America. La strada verso la sua rimozione comincia con la mia elezione.
(Copyright The Nation. Traduzione di Fabio Galimberti)