venerdì 30 maggio 2014

l'appartenenza



l’appartenenza non è un insieme casuale di persone, l’appartenenza vuol dire avere gli altri dentro di se”.
l’appartenenza è una decisione individuale motivata. nessuno può obbligare te o me ad appartenere a qualcosa se non noi stessi e per avere però questa appartenenza, che ti da una forza incredibile come le radici di un albero, la devi percepire anche come gesto di generosità.

venerdì 9 maggio 2014

venerdì 11 aprile 2014

25 fascinating charts of negotiation styles around the world

language is only the most obvious part of the global communication gap. different cultures also have distinct approaches to communication during meetings and negotiations, as described by british
linguist richard d. lewis, whose best-selling book, “when cultures collide,” charts these as well as leadership styles and cultural identities. spanish and italians “regard their languages as instruments of eloquence and they will go up and down the scale at will, pulling out every stop if need be to achieve greater expressiveness.
http://www.businessinsider.sg/communication-charts-around-the-world-2014-3/#.U0fA_l5pFd3

lunedì 24 marzo 2014

made in italy or made in dacca?


..un lungo viaggio nella crisi di uno dei settori trainanti dell’economia italiana e da sempre simbolo di cultura e qualità: il made in italy.
un’inchiesta girata tra l'italia, la francia e il bangladesh. un reportage sconvolgente nel paese paese dove i grandi marchi di tutto il mondo vanno a produrre i loro capi sfruttando il bassissimo costo della mano d’opera, dove un anno fa è crollata la fabbrica di rana plaza, già dichiarata inagibile, lasciando sotto le macerie più di mille lavoratori. un paese dove gli operai che lavorano per l’occidente guadagnano poche decine di dollari al mese, non hanno diritto di chiedere aumenti ne’ di manifestare.
“MADE IN ITALY” è un racconto di riccardo iacona, con liza boschin, lisa iotti, elena marzano, elena stramentinoli.

venerdì 21 marzo 2014

martedì 25 febbraio 2014

lei capiva duke ellington

"Non si può dire che fosse proprio in gran forma e aveva un riporto che era piuttosto elaborato, ma aveva quella sua aria particolare. Aveva una sicurezza che mi attraeva irresistibilmente. Era quello che era e se ne fregava.
Insomma, era una persona molto particolare. Come me, veniva da posti in cui le alternative erano limitate. […] Come me, aveva imparato a sopravvivere e reinventarsi. Sapeva di doversi reinventare una vita e un’identità. E come me, aveva in mente un futuro migliore e più raffinato per se stessa. Come me, sapeva che si deve averne una visione. […] Era diversa da chiunque altri conoscessi. Era in gamba, sapeva capire le persone e le situazioni. E sapeva vivere con passione e con stile. Lei capiva Duke Ellington.
Ero senza un soldo, senza paura e senza niente da perdere. E il mio sogno, il mio sogno più grande era diventare qualcuno completamente diverso da quella che ero. […]
Sentivo come se ci fosse un segreto che conoscevamo solo noi due. Sapete com’è quando hai voglia di stare sempre con un’altra persona e senti che tu e lei capite qualcosa che non capisce nessun altro? Avrei potuto raccontarle tutto di me. Non avevo mai trovato una persona così, in vita mia. Sentivo che finalmente avrei potuto essere me stesso, senza vergognarmi. Senza essere in imbarazzo. […] Quand’ero insieme a lei sentivo una gran gioia, cazzo, quanta gioia. E amore, ecco cosa sentivo."
sydney e irving, american hustle