turpiloqui d'ecolalia di un ibseniano apprendista hippy, nichilista, onironauta avente memoria eidetica. prigioniero dell'incomprensibile realtà e dell'architettura neurale. ora sulla luna, salpato nei '60 con il saturnoV, si dirigerà verso eta carine. con dromomania e serendipità solcherà l'universo infinito alla ricerca de: singolarità, indizi su energia oscura e l'antimateria, soluzioni sulla teoria delle stringhe e qualcuno che gargantuescamente riesca a stupirmi!
lunedì 11 giugno 2012
sabato 9 giugno 2012
principio di incompetenza di l.j.peter
il saggio the peter principle è del 1969. il libro è incentrato sul principio di incompetenza, che evidenzia in chiave satirica il meccanismo della carriera aziendale:
«In ogni gerarchia, un dipendente tende a salire fino al proprio livello di incompetenza.»
«Con il tempo ogni posizione lavorativa tende ad essere occupata da un impiegato incompetente per i compiti che deve svolgere.»
«Tutto il lavoro viene svolto da quegli impiegati che non hanno ancora raggiunto il proprio livello di incompetenza.»
il principio è un caso speciale della generalizzazione:
«Ogni cosa che funziona per un particolare compito verrà utilizzata per compiti sempre più difficili, fino a che si romperà.»
questa teoria generale è stata osservata all'opera dal professor william r. corcoran durante le sue ricerche relative ai programmi di azioni correttive negli impianti nucleari. corcoran aveva evidenziato la tendenza ad utilizzare apparati, dimostratisi efficaci per un determinato lavoro, in compiti al di là del loro scopo, che si trattasse di aspirapolvere - al posto di sistemi di aspirazione - per aspirare fumi e sostanze tossiche, oppure uffici amministrativi - al posto di gruppi di lavoro con competenze specifiche - per la redazione dei piani di emergenza.
peter ha applicato il medesimo principio agli esseri umani.
in un'azienda dotata di una struttura organizzativa gerarchica, vengono promossi gli impiegati in base alla valutazione delle capacità dimostrate nello svolgere il lavoro che stanno facendo.
finché un impiegato si dimostra in grado di assolvere il suo compito, questi verrà promosso al livello immediatamente superiore, nel quale dovrà assolvere un compito differente. alla fine del processo, tale impiegato avrà raggiunto il proprio livello di incompetenza, ovvero la condizione in cui non è in grado di svolgere il compito assegnato e di conseguenza non ha più alcuna possibilità di essere promosso, ponendo fine alla propria carriera nell'organizzazione.
l'incompetenza non dipende dal fatto che la posizione gerarchica elevata è legata a compiti più difficili di quelli che l'impiegato è in grado di svolgere, ma più semplicemente perché i compiti sono di natura diversa da quelli svolti in precedenza e richiedono, di conseguenza, esperienze lavorative che l'impiegato solitamente non possiede.
ad esempio, un operaio tornitore che svolge il suo lavoro in modo eccellente sarà promosso caporeparto, posizione in cui non è più necessaria la bravura a manovrare il tornio ma è indispensabile la capacità di trattare con il personale sottoposto.
«In ogni gerarchia, un dipendente tende a salire fino al proprio livello di incompetenza.»
«Con il tempo ogni posizione lavorativa tende ad essere occupata da un impiegato incompetente per i compiti che deve svolgere.»
«Tutto il lavoro viene svolto da quegli impiegati che non hanno ancora raggiunto il proprio livello di incompetenza.»
il principio è un caso speciale della generalizzazione:
«Ogni cosa che funziona per un particolare compito verrà utilizzata per compiti sempre più difficili, fino a che si romperà.»
questa teoria generale è stata osservata all'opera dal professor william r. corcoran durante le sue ricerche relative ai programmi di azioni correttive negli impianti nucleari. corcoran aveva evidenziato la tendenza ad utilizzare apparati, dimostratisi efficaci per un determinato lavoro, in compiti al di là del loro scopo, che si trattasse di aspirapolvere - al posto di sistemi di aspirazione - per aspirare fumi e sostanze tossiche, oppure uffici amministrativi - al posto di gruppi di lavoro con competenze specifiche - per la redazione dei piani di emergenza.
peter ha applicato il medesimo principio agli esseri umani.
in un'azienda dotata di una struttura organizzativa gerarchica, vengono promossi gli impiegati in base alla valutazione delle capacità dimostrate nello svolgere il lavoro che stanno facendo.
finché un impiegato si dimostra in grado di assolvere il suo compito, questi verrà promosso al livello immediatamente superiore, nel quale dovrà assolvere un compito differente. alla fine del processo, tale impiegato avrà raggiunto il proprio livello di incompetenza, ovvero la condizione in cui non è in grado di svolgere il compito assegnato e di conseguenza non ha più alcuna possibilità di essere promosso, ponendo fine alla propria carriera nell'organizzazione.
l'incompetenza non dipende dal fatto che la posizione gerarchica elevata è legata a compiti più difficili di quelli che l'impiegato è in grado di svolgere, ma più semplicemente perché i compiti sono di natura diversa da quelli svolti in precedenza e richiedono, di conseguenza, esperienze lavorative che l'impiegato solitamente non possiede.
ad esempio, un operaio tornitore che svolge il suo lavoro in modo eccellente sarà promosso caporeparto, posizione in cui non è più necessaria la bravura a manovrare il tornio ma è indispensabile la capacità di trattare con il personale sottoposto.
martedì 5 giugno 2012
il 7 luglio l'esperimento milgram su di me sarà terminato
interessante paragone di vita l'ho trovato grazie agli studi riguardanti la determinazione del comportamento individuale, da parte di un sistema gerarchico e autoritario che impone obbedienza. nel 1961 milgram condusse un celebre esperimento della durata di un'ora, presso i locali dell'interaction laboratory dell'università di yale, teso a verificare il livello di aderenza agli ordini impartiti da un'autorità, nel momento in cui tali ordini entrano in conflitto con la coscienza (un determinato stato interiore di un individuo che può in qualche modo descrivere e comunicare ad altri) e la dimensione morale (la condotta diretta da norme, la guida secondo la quale l'uomo agisce) dell'individuo. lo scopo dell'esperimento era quello di studiare il comportamento di soggetti a cui un'autorità (nel caso specifico uno scienziato) ordina di eseguire delle azioni che confliggono con i valori etici e morali dei soggetti stessi
contrariamente alle aspettative, nonostante i 40 soggetti dell'esperimento mostrassero sintomi di tensione e protestassero verbalmente, una percentuale considerevole di questi, obbedì pedissequamente allo sperimentatore. questo stupefacente grado di obbedienza, che ha indotto i partecipanti a violare i propri principi morali, è stato spiegato in rapporto ad alcuni elementi, quali l'obbedienza indotta da una figura autoritaria considerata legittima, la cui autorità induce uno stato eteronomico, caratterizzato dal fatto che il soggetto non si considera più libero di intraprendere condotte autonome, ma strumento per eseguire ordini. i soggetti dell'esperimento non si sono perciò sentiti moralmente responsabili delle loro azioni, ma esecutori dei voleri di un potere esterno. alla creazione del suddetto stato eteronomico concorrono tre fattori:
contrariamente alle aspettative, nonostante i 40 soggetti dell'esperimento mostrassero sintomi di tensione e protestassero verbalmente, una percentuale considerevole di questi, obbedì pedissequamente allo sperimentatore. questo stupefacente grado di obbedienza, che ha indotto i partecipanti a violare i propri principi morali, è stato spiegato in rapporto ad alcuni elementi, quali l'obbedienza indotta da una figura autoritaria considerata legittima, la cui autorità induce uno stato eteronomico, caratterizzato dal fatto che il soggetto non si considera più libero di intraprendere condotte autonome, ma strumento per eseguire ordini. i soggetti dell'esperimento non si sono perciò sentiti moralmente responsabili delle loro azioni, ma esecutori dei voleri di un potere esterno. alla creazione del suddetto stato eteronomico concorrono tre fattori:
- percezione di legittimità dell'autorità (nel caso in questione lo sperimentatore incarnava l'autorevolezza della scienza)
- adesione al sistema di autorità (l'educazione all'obbedienza fa parte dei processi di socializzazione)
- le pressioni sociali (disobbedire allo sperimentatore avrebbe significato metterne in discussione le qualità oppure rompere l'accordo fatto con lui).
lunedì 14 maggio 2012
chiuso per ferie!
questa brand new di john mayer ripercorre parte del nostro viaggio on the road.. saranno 17 giorni nel lato oscuro della luna senza comunicazioni radio (il mio nokia è dual band).. se riesco aggiornerà la mia entropia quotidiana altrimenti ci si rivede a giugno!
mercoledì 9 maggio 2012
PPP ma cosi attuale!
in attesa del mio trip nella civiltà dei consumi, inizio a produrre anticorpi per rimanere immune.
ringrazio fede ed internazionale per ricordarmi/ci i veri precursori. in biochimica infatti un precursore è una sostanza da cui ne viene prodotta un'altra, più attiva o più matura, attraverso il metabolismo. a volte il ricorso ad un precursore è necessario perché la sostanza attiva in quanto tale non è in grado di raggiungere il proprio bersaglio. proprio come nella realtà culturale contemporanea.
il significato etimologico deriva dal latino PRAECURSOREM da PRAE=avanti e CURSOREM = che corre, significando "colui che giunge prima di un altro per annunziarne la venuta". si intende quindi come precursore qualsiasi segnale od evento che ne preceda un altro e sia ad esso correlabile. i precursori sismici sono delle variazioni delle proprietà fisiche (precursori fisici), chimiche (precursori chimici) o di altro tipo che riguardano, tipicamente, l'ambiente dove avverrà il sisma. nulla come queste parole descrivono il sisma socioculturale che a a breve ci attenderà. grazie PPP.
era sera del 7 febbraio 1974 la rai tv trasmise un nuovo,
breve documentario della serie "Io e...", intitolato "Pasolini e ... la forma della città". nelle ultime immagini, mentre si chiudeva il documentario e dopo aver camminato nervosamente tra le dune di sabaudia, all'improvviso pasolini si fermò, esponendo alla telecamera il pallore di un volto sofferto e scavato, e denunciando con assoluta sincerità e asciutta drammaticità, decisamente inabituali per i telespettatori di allora (e di oggi) l'appiattimento culturale,la devastazione estetica
e l'imbarbarimento civile a cui ci avrebbe inevitabilmente portato la società dei consumi concepita dalla repubblica post-fascista e in generale da tutti i "regimi democratici" contemporanei.
ringrazio fede ed internazionale per ricordarmi/ci i veri precursori. in biochimica infatti un precursore è una sostanza da cui ne viene prodotta un'altra, più attiva o più matura, attraverso il metabolismo. a volte il ricorso ad un precursore è necessario perché la sostanza attiva in quanto tale non è in grado di raggiungere il proprio bersaglio. proprio come nella realtà culturale contemporanea.
il significato etimologico deriva dal latino PRAECURSOREM da PRAE=avanti e CURSOREM = che corre, significando "colui che giunge prima di un altro per annunziarne la venuta". si intende quindi come precursore qualsiasi segnale od evento che ne preceda un altro e sia ad esso correlabile. i precursori sismici sono delle variazioni delle proprietà fisiche (precursori fisici), chimiche (precursori chimici) o di altro tipo che riguardano, tipicamente, l'ambiente dove avverrà il sisma. nulla come queste parole descrivono il sisma socioculturale che a a breve ci attenderà. grazie PPP.
era sera del 7 febbraio 1974 la rai tv trasmise un nuovo,
breve documentario della serie "Io e...", intitolato "Pasolini e ... la forma della città". nelle ultime immagini, mentre si chiudeva il documentario e dopo aver camminato nervosamente tra le dune di sabaudia, all'improvviso pasolini si fermò, esponendo alla telecamera il pallore di un volto sofferto e scavato, e denunciando con assoluta sincerità e asciutta drammaticità, decisamente inabituali per i telespettatori di allora (e di oggi) l'appiattimento culturale,la devastazione estetica
e l'imbarbarimento civile a cui ci avrebbe inevitabilmente portato la società dei consumi concepita dalla repubblica post-fascista e in generale da tutti i "regimi democratici" contemporanei.
lunedì 7 maggio 2012
dedicato a quei due
"Il massimo della stupidità si raggiunge non tanto ingannando gli altri ma sé stessi, sapendolo. Si può ingannare tutti una volta, qualcuno qualche volta, mai tutti per sempre."
JFK
JFK
sabato 5 maggio 2012
prossimo esperimento
mi dice rob brezsny di questa settimana: una parte sei di fronte a un dilemma che probabilmente, per quanto ti sforzi, non potrai mai risolvere. dall’altra, sei coinvolto in una sfida stimolante che potresti benissimo superare. sei capace di distinguere tra le due cose? è il momento ideale per assicurartene. sarebbe sciocco continuare a cercare di sciogliere un nodo impossibile quando c’è un altro enigma che si arrenderà facilmente al tuo amore e alla tua intelligenza. vai dove sei desiderato. e dimissioni saranno!
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